Il bambino al centro
Ogni bambino è riconosciuto nella sua unicità, tenendo conto di aspetti cognitivi, affettivi e del percorso individuale.
Il progetto garantisce un approccio inclusivo, accogliendo bambini con disabilità e provenienti da culture diverse,
con l’obiettivo di offrire pari opportunità a tutti.
Relazioni e apprendimento
Il nido è concepito come luogo di relazioni: il gruppo dei pari è considerato fondamentale per l’apprendimento.
Attraverso il confronto, l’imitazione e la collaborazione tra bambini, si stimolano autonomia, identità e competenze.
L’insegnante ha il ruolo di facilitatore, predisponendo esperienze concrete di esplorazione e ricerca.
La comunità educante
La responsabilità educativa è condivisa tra insegnanti, personale ausiliario e famiglie. Queste ultime sono coinvolte attivamente
nella vita del nido attraverso iniziative di partecipazione, in un’ottica di alleanza educativa. L’obiettivo è creare una comunità
adulta capace di affrontare insieme i problemi con soluzioni autentiche.
Struttura e organizzazione
Il nido accoglie bambini dai 18 ai 36 mesi. Opera nel quadro normativo regionale (LR 19/2016, DR 1564/2017) e nazionale (DL 65/2017),
integrandosi con la scuola dell’infanzia annessa per formare un continuum educativo 0–6 anni.
La giornata al nido
La giornata è scandita da routine lente e rassicuranti: accoglienza, assemblea in cerchio (circle time), attività a piccoli gruppi,
pranzo preparato internamente con menù approvato dall’AUSL, riposo e uscita. I momenti di grande gruppo si alternano
a quelli dipiccolo gruppo, per garantire sia il senso di appartenenza sia la cura individuale.
Canto del divenire
“Piccola nube che sarai goccia,
piccolo mare che sarai roccia.
Piccola sabbia che sarai spiaggia,
nulla sta fermo, la vita viaggia.
Piccola voce che sarai canto,
piccolo sale che sarai pianto.
Piccola goccia che sarai mare
la vita è fatta per trasformare”
Canti dell’attesa, di Sabrina Giarratana
e Sonia Maria Luce Possentini,
Il Leone Verde Piccoli, 2015
l tempo dell’ambientamento è un tempo straordinario della vita al Nido perché le insegnanti, le famiglie e i bambini si prendono il tempo necessario per conoscersi, ascoltarsi, accogliersi, sostenersi e instaurare una relazione di fiducia reciproca in un dialogo educativo quotidiano.
È un tempo delicato e graduale necessario per rispondere ai bisogni e alle necessità delle bambine, dei bambini e delle famiglie.
I genitori dei nuovi iscritti saranno invitati ad un primo momento plenario a giugno nel quale le insegnanti presenteranno l’identità e le finalità educative che descrivono il servizio e le prime comunicazioni utili al nuovo inizio.
Seguono, entro la fine di giugno, i colloqui conoscitivi, uno spazio disteso di dialogo tra i genitori e le insegnanti. In questo tempo i genitori affidano alle insegnanti la narrazione del proprio/a figlio/a sia dal punto di vista relazionale, emotivo, affettivo sia dal punto di vista cognitivo e delle autonomie.
Le insegnanti sono a disposizione per accogliere eventuali richieste e istanze dei genitori oltre a condividere le modalità di ambientamento.
L’ambientamento al nido è caratterizzato da un tempo graduale:
la permanenza per i primi tre giorni è di un paio d’ore, dal quarto giorno, generalmente, è possibile introdurre il pranzo e, partire dalla terza settimana, il sonno pomeridiano.